Partizioni Ubuntu e Windows Gparted

Pubblicato il: 26 marzo, 2009

Partizioni per Ubuntu e Windows, partizionare con Gparted

Cosa sono le partizioni

Cosa sono le partizioni del disco rigidoIntanto diremo che partizionare il disco equivale a dividerlo in più dischi “virtuali”, ad esempio, come creare dei muri divisori, per realizzare delle stanze, all’interno di un appartamento ad ambiente unico. Questo è molto utile, infatti se in un appartamento abbiamo due stanze, una ancora in ottime condizioni e l’altra malandata, basterà ristrutturare quella trasandata e lasciare inalterata quella ancora buona. Pensate ad un appartamento monolocale, non potrei certo cambiare il pavimento solamente ad una parte di esso. Invece posso cambiare il pavimento ad una stanza e lasciare intatta l’altra stanza. Lo stesso succede col nostro disco rigido. Se lascio un’unica partizione e vi installo un sistema operativo (nel caso fosse Windows, la vedrebbe come C:), qualora avessi bisogno di reinstallare il sistema operativo perderei tutto il precedente contenuto di quel disco (sostituzione del pavimento all’intero monolocale). Supponiamo invece che avevo creato due partizioni (Windows le leggerebbe come C: e D:) in cui, nella prima avevo installato il sistema operativo (C: di Windows) e nella seconda avevo sistemato tutte le mie cose (foto, documenti importanti, lavori, film, musica, ecc..). Nel caso in cui dovessi essere costretto a reinstallare il sistema operativo, perderei i contenuti della prima ma non quelli della seconda (il disco D: di Windows) che invece resterebbe intatta. In pratica sarebbe come ristrutturare solo una stanza, mentre l’altra non viene neppure toccata. Capite benissimo l’importanza di partizionare un disco (muri divisori). Il problema sorge alla domanda: come debbo dividere un appartamento? Sicuramente dipenderà da tante cose (numero dei figli, tipo di vita, mobili posseduti, ecc..). Lo stesso discorso vale per le partizioni. Più avanti vedremo alcuni casi ed alcune soluzioni valide per garantirci dei buoni risultati. Diremo subito che in un “disco” è possibile creare un massimo di quattro partizioni primarie, che potrebbero essere poche se volessimo installare diversi sitemi operativi. Per risolvere questo problema (limitazione) ci viene in aiuto la partizione estesa che è come un contenitore vuoto all’interno del quale si possono creare un gran numero di partizioni che si chiameranno partizioni logiche. Per meglio comprendere, eccovi un esempio pratico. In un disco creo quattro partizioni primarie, questo significa che non posso dividerlo ulteriormente. Se invece vado a creare tre partizioni primarie ed una estesa, posso inserire, all’interno della partizione estesa molte altre partizioni logiche. Quindi, se nella partizione estesa inserisco 10 partizioni logiche avrò un totale di 13 partizioni (tre primarie e 10 logiche). Sottolineo che la partizione estesa è, semplicemente, un contenitore vuoto che può ospitare solamente partizioni logiche e quindi non può ospitate file (sistema operativo, musica, foto, documenti, ecc..), mentre le partizioni primarie e le partizioni logiche non possono ospitare altre partizioni ma solamente file (sistema operativo, musica, foto, documenti, ecc..). Diremo che, in linea generale, sarebbe meglio, ma non indispensabile, ospitare i sistemi operativi nelle partizioni primarie e gli archivi nelle partizioni logiche. A conferma vi dico che il mio Ubuntu, pur non trovandosi in una partizione primaria, funziona perfettamente, anche se ospitato da una partizione logica.

Partizionare il disco

Per avere un’idea visiva del concetto di partizionamento, vi propongo una sequenza di immagini che ci indicano, con progressione logica, diversi modi di partizionare un disco rigido (hard disk).

Fig. 1: Disco completamente vuoto, ad esempio un disco vergine.

Fig. 2: Disco completamente occupato da una partizione primaria, ad esempio un unico sistema operativo.


Fig. 3: Disco completamente occupato da due partizioni primarie, ad esempio un sistema operativo ed un disco dati, oppure due sistemi operativi diversi.

Fig. 4: Disco completamente occupato da quattro partizioni primarie, abbimo raggiunto il limite massimo.

Fig. 5: Disco contenente due partizioni primarie e la rstante parte del disco  libera e non utilizzata.

Fig. 6: Disco contenente due partizioni primarie ed una partizione estesa. Il disco è pieno ma la partizione estesa ha tutto lo spazio “non allocato” (Unallocated) e quindi può contenere delle partizzioni logiche.

Fig. 7: Abbiamo riempito la precedente partizione estesa (Fig. 6), con quattro partizioni logiche, ma potevano essere, in numero, sia di più che di meno. In definitiva,  abbiamo ottenuto sei partizioni (due primarie e quattro logiche), superando il limite massimo imposto delle quattro partizioni primarie.

Esempio di partizionamento per Ubuntu, con partizione /home

Di seguito voglio farvi un esempio di come possiamo partizionare il disco per installare Ubuntu col metodo del partizionamento manuale, creando anche la partizione, indipendente per gli archivi. Creiamo una partizione primaria variabile da 10 a 25 Gb (secondo che vogliamo installare poche o molte applicazioni, in ogni caso consiglio, anche se è possibile, di non scendere sotto i 7 Gb), con un punto di mount (vedremo nel seguito cosa è) denominato “/“  (senza le virgolette). Continuiamo creando una partizione estesa per la restante parte del disco. Nella partizione estesa inseriremo una partizione logica “swap” (senza le virgolette), che non ha punto di mount , della grandezza di 1 Gb. La restante parte libera la assegneremo all’altra partizione logica con punto di mount “/home(sempre senza le virgolette).


Ubuntu / Archivi “/home”                                           “swap
(Primaria) (Logica) (Logica)

Altra cosa da dire è che l’ordine d’inserimento delle partizioni non conta, sia per le primarie che per logiche. Ad esempio se dentro una partizione logica inserisco prima la partizione “/home” e poi la partizione “swap” (come nella figuea sopra), tutto funziona perfettamente. Le cose avrebbero funzionato perfettamente e come prima, anche se avessi invertito l’ordine, ossia se avessi inserito prima la partizione “swap” e poi la partizione “/home”.

Se dovessimo ridimensionare o spostare delle partizioni non vuote è bene non dimenticare di effettuare prima la “deframmentazione” del disco

Sempre nello stesso caso, si rammenta che tanto più è la quantità di dati contenuti nella partizione, tanto meno veloce saranno le operazioni su di essa.


Editor di partizioni – Gparted

Per tutte le operazioni relative alla partizioni, useremo Gparted che è un editor di partizioni, contenuto del CD di Ubuntu. Lo si trova nella parte sinistra alta della scrivaia, terzo menù a destra:  System / Amministrazione / Partition Editor (nella versione italiana troverete Editor di partizioni). Nel CD Ufficiale di Ubuntu sarà in inglese ma è semplicissimo da utilizzare. Se poi utilizziamo il DVD di Ubuntu 8.10 Plus 2, Gparted sarà direttamente in italiano e quindi ancor più facile da utilizzare. Eccovi la video guida.

-  Video guida

Prima di procedere col partizionamento dobbiamo spendere quanche parola per capire cos’è il “Filesystem“.  Senza entrare nei dettagli tecnici, un filesystem comprende i metodi e le strutture di dati, usati da un sistema operativo per la gestione dei file su un hard disk o su una sua partizione. In definitiva è il modo in cui i file sono organizzati sui dischi. La parola viene anche usata per riferirsi ad una partizione. Noi, in maniera spicciola e per meglio capirci, diremo che ogni  filesystem identifica un “tipo” di partizione.  Vi sono molti tipi di filesystem, noi ne tratteremo solo alcuni.

ntfs: tipo di partizione (filesystem) utilizzato da Windows NT, 2000, XP e Vista.

ext3 ed ext2: utilizzato da Ubuntu (Linux) che ha pure la possibilità di utilizzare altri tipi di filesystem. Consiglio ext3.

fat32: utilizzato da Windows 98 (riconosciuto anche dalle versioni successive). Windows 98 non riconosce ntfs.

Linux-swap o swap: utilizzato da Ubuntu (Linux) per creare la memoria virtuale.

Diremo subito che Ubuntu riconosce e quindi legge e scrive, anche sulle partizioni usate da Windows, mentre Windows non riconosce e quindi ignora (come se non esistessero) le partizioni utilizzate da Ubuntu (Linux).

Detto questo guardiamo, in video, come creare o ridimensionare una partizione ntfs (caso in cui avessimo WIndows installato, disco C:).

-  Video guida

Guardiamo, in video, come creare una seconda partizione ntfs da dedicare ad archivio (caso in cui avessimo WIndows installato e volessimo pure un disco D:).

-  Video guida

Adesso ridimensioneremo la seconda partizione ntfs,  il video ci mostra come procedere anche per l’eventuale spostamento della stessa (caso in cui avessimo la necessita di ridurre le dimensioni del disco D:).

-  Video guida

Di seguito, nella video guida, troverete alcuni consigli e suggerimenti in merito alla partizione ntfs, da adibire ad archivio (archivio disco D:).

-  Video guida

Siamo giunti al momento di creare una partizione estesa. Di seguito, nella video guida, troverete come procedere.

-  Video guida

Ora abbiamo una partizione partizione estesa con spazio non allocato (libera),  possiamo, quidi, creare diversi tipi di partizioni logiche, inserendole all’interno della partizione estesa medesima. Di seguito, nella video guida, troverete come fare.

-  Video guida

A conclusione di questa pagina sulle partizioni, ho dedicato la successiva video guida, ad alcune considerazioni sul partizionamento del disco e sulla tipologia dei filesystem. Trattasi di considerazioni che potrebbero tornare utili nel seguito.

-  Video guida

Se ancora avete dubbi sulle partizioni, riguardate con attenzione i concetti espressi in questa  intera pagina e tutte le video guide. L’argomento è molto importante per non essere ben capito.


ATTENZIONE: le operazioni con le partizioni sono molto delicate e potrebbero portare, in caso di errori od inconvenienti, alla perdita di tutti i contenuti dell’hard disk o di qualche partizione. Pertanto, qualora il nostro disco rigido non fosse vuoto, prima di effettuare qualsiasi operazione sulle partizioni, si invita, caldamente, a fare una copia di backup (copia di sicurezza), magari in CD o DVD, delle cose che sono di nostro interesse (lavori, musica, filmati, documenti, ecc..).

Fonte istitutomajorana

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One Comment on "Partizioni Ubuntu e Windows Gparted"

  1. Sistema di Amministrazione Ubuntu Parte1 | Unix Like on gio, 26th mar 2009 21:23 

    [...] Editor di partizioni (Gparted) [...]