Pubblicato il: 25 febbraio, 2009
Nel sistema operativo linux, al di là della singola distribuzione, viene operata una distinzione alquanto netta tra utenti normali e utente privilegiato. L’utente privilegiato – noto come root o superutente – è l’unico che può accedere a tutti gli elementi che compongono il sistema operativo; al contrario, l’utente cosiddetto normale è padrone solo a casa sua, ossia nella sua directory /home, in cui sono memorizzati tutti i suoi dati e solo i suoi dati, come documenti, segnalibri, preferenze di visualizzazione – ad esempio, di un window manager, che sia gdm per Gnome o kdm per KDE.
Ciascun utente, quindi, ha una sua /home directory; a seconda della dicrezionalità lasciata a ciascun utente, quest’ultimo può decidere di rendere pubblica, ad esempio, una sola directory posta nella sua /home. Renderla pubblica significa renderne il contenuto visibile – o volendo anche modificabile – ad latri utenti.
Poichè linux è un sistema operativo multiutente chi si avvicina al mondo del pinguino per le prime volte rimarrà a bocca a aperta quando, ad esempio, eseguendo un
cd /home
ls -l
si ritroverà un listato di centinaia di utenti. Tutti gli utenti di quel listato hanno ciascuno la propria /home e solo nella propria potranno esser padroni – o quasi.
Quale è il vantaggio di avere un sistema così concepito, in cui un utente può disporre a proprio piacimento solo del contenuto della propria /home – o quasi?
I vantaggi sono legati alla sicurezza del sistema:
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